Axel


Il blog di un vecchio nerd

La vittoria del populismo

Ho aspettato qualche giorno per commentare ciò che è avvenuto negli Stati Uniti. All'inizio ero incredulo e, a caldo, pensavo seriamente ad uno scherzo di cattivo gusto (ho appreso del risultato dalla trasmissione radiofonica Rock n' Talk di Virgin Radio) ma era evidente, dalle parole di Beppe Severgnini, che era tutto fuorché una presa per i fondelli. Ho atteso che Trump facesse il primo discorso e cominciasse a nominare il suo staff... giusto una domanda per gli amici statunitensi: ma che cazzo v'è saltato in testa?

I migliori opinionisti nostrani - sì vabbe' - sono, come tutti, divisi tra disfattisti e rivoluzionari: c'è chi dice che è un disastro (tra i quali lo stesso Severgnini) o addirittura la fine del mondo e c'è chi esulta al pensiero di un leader populista alla guida uno dei Paesi più potenti al mondo. Personalmente non arrivo a dire che è la fine del mondo ma al disastro ci avviciniamo parecchio: prima la vittoria in Gran Bretagna del sì all'uscita dall'Unione Europea e adesso la vittoria di un sosia di Berlusconi negli States. Oddio, Berlusconi in confronto a quello lì è veramente moderato: le sue barzellette sulle donne, a confronto delle dichiarazioni sessiste e misogine del nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America, sono pure decenti. Resta il fatto che il populismo di destra nei Paesi occidentali sta andando forte: uno tsunami di merda che ritorna a farsi sentire dopo "soli" settant'anni.

"La domanda non è chi è ma pecché" diceva Carmine Faraco in quel di Colorado Cafè ed effettivamente la domanda è del tutto pertinente: come s'è trovata la più grande democrazia al mondo ad eleggere un misogino pluri-fallito imprenditore alla guida del Paese? Secondo gli opinionisti di cui sopra, gli amici "americani" si sono dati al cosiddetto "voto di protesta". Cercherò di moderarmi perché su questo argomento le prime parole che mi verrebbero da scrivere sono bestemmie. Partiamo col dire che solo un idropenesaturo (trad. "un cazzo pieno d'acqua") voterebbe una persona simile per protesta: se vuoi protestare scioperi, fai manifestazioni, non leghi il futuro tuo e dei tuoi figli alle decisioni di un uomo che se gli dici che ha il parrucchino se la prende e ti dichiara guerra. Volevate un voto di protesta? Votavate per McAfee - sì, quello dell'antivirus - o un altro candidato non-repubblicano e non-democratico. In secondo luogo, temo che la maggior parte degli elettori abbia votato convintamente Trump, il che è ancora peggio perché vorrebbe dire che la gran parte degli elettori americani sopra i trent'anni vota uno che una persona sana di mente non eleggerebbe neanche come amministratore di un condominio composto da un'unica unità abitativa, figurarsi alla presidenza del proprio Paese.

Concludo con una parola di biasimo per i democratici: potevate sceglierlo un candidato migliore. La Clinton ormai aveva messo radici nella Casa Bianca e onestamente un po' d'aria nuova ci voleva. Inoltre non è che fosse proprio la signora Simpatia. Forse era meglio Bernie Sanders, no? Oramai anche negli States ci si riduce a votare il meno peggio. È decisamente la fine di un'era.


Here we go again...

Non avrei mai pensato di riaprire questo blog. Erano anni che i social network avevano fagocitato le mie abitudini digitali. Effettivamente i vari Twitter, Facebook, Instagram e chi più ne ha più ne metta, coprono gran parte delle esigenze di comunicazione della maggiorparte della gente. Purtroppo hanno cominciato a sostituire anche ciò che non è propriamente virtuale tanto che oramai vedo persone le quali non si comprendono più a parole ma hanno bisogno di scriversi un tweet o un messaggino su Whatsapp. La cosa è triste... molto triste e ve lo dice uno che ha passato interminabili giornate davanti al computer.

Esprimersi davanti ad una tastiera e ad un monitor è molto più semplice che affrontare un'altra persona: farlo significherebbe avere delle interazioni sociali che vanno aldilà del semplice like sulla foto del matrimonio o del veloce commento sul post del proprio amico. Le relazioni umane sono difficili, complicate e richiedono impegno per essere coltivate e mantenute. Tutto è più semplice con un click del mouse.

Poi c'è l'anonimato - o il presunto tale - che ci da sicurezza e ci illude di avere una libertà che nel Mondo Reale (TM) non avremmo. A quanti avremmo il coraggio di urlare in faccia un bel vaffanculo senza paura delle conseguenze? Gli ultimi anni sono stati un costante e continuo declino delle relazioni umane perché nessuno si preoccupa più di ciò che gli altri pensano. Sono emersi leoni da tastiera, sono cresciuti ragazzini con deliri di onnipotenza e guru delle più strane ed improbabili sette semi-religiose. In giro ci sono perfetti ignoranti con la facoltà di parlare alla stregua di medici, insegnanti, biologi e ingegneri e con un seguito che neanche delle rock-star.

Sentii tempo fa la massima di un informatico come me che disse: "perdonateci per aver dato la bomba atomica a delle scimmie". Si riferiva ad Internet ed aveva perfettamente ragione. Molte persone non si rendono conto di cos'hanno a disposizione: è come se si trovassero nella biblioteca più grande e fornita del mondo ma l'unico pezzo di carta di cui gli importa è l'ultimo numero della loro rivista di gossip preferita.

Ricordo i tempi delle chatroom IRC a lottare per aver l'op, dei modem 56k e degli ISP gratuiti, di Napster dal quale scaricavi un MP3 all'ora, dei CD masterizzati e - fanculo - di quelli bruciati perché il computer era troppo carico e non riusciva a tenere pieno il buffer del masterizzatore, a sbattere la testa sulla tastiera cercando di debuggare un programma. Non mi fraintendete: tutto questo c'è ancora ma è diverso; il progresso ha portato la tecnologia alla portata di tutti ma non sono del tutto sicuro che tutti siano abbastanza progrediti dal sapere come utilizzarla.

E quindi? Io scrivo qui.