La vittoria del populismo

Posted in politica by alessandro on 14 November 2016

Ho aspettato qualche giorno per commentare ciò che è avvenuto negli Stati Uniti. All'inizio ero incredulo e, a caldo, pensavo seriamente ad uno scherzo di cattivo gusto (ho appreso del risultato dalla trasmissione radiofonica Rock n' Talk di Virgin Radio) ma era evidente, dalle parole di Beppe Severgnini, che era tutto fuorché una presa per i fondelli. Ho atteso che Trump facesse il primo discorso e cominciasse a nominare il suo staff... giusto una domanda per gli amici statunitensi: ma che cazzo v'è saltato in testa?

I migliori opinionisti nostrani - sì vabbe' - sono, come tutti, divisi tra disfattisti e rivoluzionari: c'è chi dice che è un disastro (tra i quali lo stesso Severgnini) o addirittura la fine del mondo e c'è chi esulta al pensiero di un leader populista alla guida uno dei Paesi più potenti al mondo. Personalmente non arrivo a dire che è la fine del mondo ma al disastro ci avviciniamo parecchio: prima la vittoria in Gran Bretagna del sì all'uscita dall'Unione Europea e adesso la vittoria di un sosia di Berlusconi negli States. Oddio, Berlusconi in confronto a quello lì è veramente moderato: le sue barzellette sulle donne, a confronto delle dichiarazioni sessiste e misogine del nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America, sono pure decenti. Resta il fatto che il populismo di destra nei Paesi occidentali sta andando forte: uno tsunami di merda che ritorna a farsi sentire dopo "soli" settant'anni.

"La domanda non è chi è ma pecché" diceva Carmine Faraco in quel di Colorado Cafè ed effettivamente la domanda è del tutto pertinente: come s'è trovata la più grande democrazia al mondo ad eleggere un misogino pluri-fallito imprenditore alla guida del Paese? Secondo gli opinionisti di cui sopra, gli amici "americani" si sono dati al cosiddetto "voto di protesta". Cercherò di moderarmi perché su questo argomento le prime parole che mi verrebbero da scrivere sono bestemmie. Partiamo col dire che solo un idropenesaturo (trad. "un cazzo pieno d'acqua") voterebbe una persona simile per protesta: se vuoi protestare scioperi, fai manifestazioni, non leghi il futuro tuo e dei tuoi figli alle decisioni di un uomo che se gli dici che ha il parrucchino se la prende e ti dichiara guerra. Volevate un voto di protesta? Votavate per McAfee - sì, quello dell'antivirus - o un altro candidato non-repubblicano e non-democratico. In secondo luogo, temo che la maggior parte degli elettori abbia votato convintamente Trump, il che è ancora peggio perché vorrebbe dire che la gran parte degli elettori americani sopra i trent'anni vota uno che una persona sana di mente non eleggerebbe neanche come amministratore di un condominio composto da un'unica unità abitativa, figurarsi alla presidenza del proprio Paese.

Concludo con una parola di biasimo per i democratici: potevate sceglierlo un candidato migliore. La Clinton ormai aveva messo radici nella Casa Bianca e onestamente un po' d'aria nuova ci voleva. Inoltre non è che fosse proprio la signora Simpatia. Forse era meglio Bernie Sanders, no? Oramai anche negli States ci si riduce a votare il meno peggio. È decisamente la fine di un'era.