società


Axel

Pensieri riguardo alla società contemporanea.


Here we go again...

Non avrei mai pensato di riaprire questo blog. Erano anni che i social network avevano fagocitato le mie abitudini digitali. Effettivamente i vari Twitter, Facebook, Instagram e chi più ne ha più ne metta, coprono gran parte delle esigenze di comunicazione della maggiorparte della gente. Purtroppo hanno cominciato a sostituire anche ciò che non è propriamente virtuale tanto che oramai vedo persone le quali non si comprendono più a parole ma hanno bisogno di scriversi un tweet o un messaggino su Whatsapp. La cosa è triste... molto triste e ve lo dice uno che ha passato interminabili giornate davanti al computer.

Esprimersi davanti ad una tastiera e ad un monitor è molto più semplice che affrontare un'altra persona: farlo significherebbe avere delle interazioni sociali che vanno aldilà del semplice like sulla foto del matrimonio o del veloce commento sul post del proprio amico. Le relazioni umane sono difficili, complicate e richiedono impegno per essere coltivate e mantenute. Tutto è più semplice con un click del mouse.

Poi c'è l'anonimato - o il presunto tale - che ci da sicurezza e ci illude di avere una libertà che nel Mondo Reale (TM) non avremmo. A quanti avremmo il coraggio di urlare in faccia un bel vaffanculo senza paura delle conseguenze? Gli ultimi anni sono stati un costante e continuo declino delle relazioni umane perché nessuno si preoccupa più di ciò che gli altri pensano. Sono emersi leoni da tastiera, sono cresciuti ragazzini con deliri di onnipotenza e guru delle più strane ed improbabili sette semi-religiose. In giro ci sono perfetti ignoranti con la facoltà di parlare alla stregua di medici, insegnanti, biologi e ingegneri e con un seguito che neanche delle rock-star.

Sentii tempo fa la massima di un informatico come me che disse: "perdonateci per aver dato la bomba atomica a delle scimmie". Si riferiva ad Internet ed aveva perfettamente ragione. Molte persone non si rendono conto di cos'hanno a disposizione: è come se si trovassero nella biblioteca più grande e fornita del mondo ma l'unico pezzo di carta di cui gli importa è l'ultimo numero della loro rivista di gossip preferita.

Ricordo i tempi delle chatroom IRC a lottare per aver l'op, dei modem 56k e degli ISP gratuiti, di Napster dal quale scaricavi un MP3 all'ora, dei CD masterizzati e - fanculo - di quelli bruciati perché il computer era troppo carico e non riusciva a tenere pieno il buffer del masterizzatore, a sbattere la testa sulla tastiera cercando di debuggare un programma. Non mi fraintendete: tutto questo c'è ancora ma è diverso; il progresso ha portato la tecnologia alla portata di tutti ma non sono del tutto sicuro che tutti siano abbastanza progrediti dal sapere come utilizzarla.

E quindi? Io scrivo qui.